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IGIENE EDILIZIA |
| Gian Carlo Botta |
| Dipartimento di Traumatologia Ortopedia, e Medicina del Lavoro dell'Università di Torino |
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CONSIDERAZIONI SULL'AVVENUTO UTILIZZO DELL'AMIANTO IN EDILIZIA |
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Premessa |
| Il termine commerciale Amianto od Asbesto viene applicato ad un gruppo di silicati di natura fibrosa che hanno la caratteristica di separarsi in fibre sottili ed assai resistenti; tutti presentano una stessa derivazione e collocazione mineralogica. Molti amianti si presentano in natura sotto forma di fibre con lunghezze variabili che possono andare da qualche millimetro ad alcuni centimetri; questi ultimi possono essere filati per ottenere fili, corde, tessuti, ecc. L'asbesto per le sue caratteristiche chimico-fisiche, è stato utilizzato dall'uomo per realizzare manufatti con caratteristiche ed impieghi assai diversi tra loro, pertanto anche le modalità di utilizzo e di applicazione sono state numerosissime e le più disparate. La scelta degli amianti era subordinata alle caratteristiche fisiche di tali minerali quali la resistenza alla combustione, l'elevata resistività elettrica, la capacità di isolamento acustico ed alle caratteristiche chimiche in quanto considerati inerti. Il tipo di amianto impiegato, come tale o come carica, per realizzare un manufatto era subordinato alle caratteristiche chimico-fisiche, di resistenza chimica e/o meccanica che si desideravano ottenere sul prodotto finito, successivamente entrava in gioco la lunghezza della fibra da utilizzare; molte volte nella realizzazione dei prodotti venivano miscelati tra loro più asbesti. La maggior diffusione ed impiego degli amianti per realizzare manufatti ha raggiunto il culmine, nel nostro Paese, tra gli anni sessanta e gli anni ottanta, mentre il declino ha avuto inizio con la Circ. Min. della Sanità n.45 del 10 Luglio 1986 " Piano di interventi e misure tecniche per lìindividuazione del rischio connesso all'impiego di materiali contenenti amianto in edifici scolastici ed ospedalieri pubblici e privati" fino alla sua messa al bando con la Legge n. 257 del 27 Marzo 1992 " Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto". Alla Legge che metteva al bando l'utilizzo dell'amianto sono seguite alcune normative tra cui il D.M. del 6 settembre 1994 che pone i fondamenti per eseguire le ispezioni al fine di localizzare la presenza di asbesto, valutare lo stato di conservazione dei materiali che lo contengono ed i possibili interventi di contenimento o di bonifica. |
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INQUINAMENTO DA FIBRE |
| I manufatti che contengono l'amianto con il passare degli anni subiscono, come tutti i materiali, un invecchiamento naturale causato da interventi di manutenzione, di riparazione, ecc...; in questi casi si verifica un passaggio delle fibre dal prodotto che lo contiene all'ambiente circostante, generando cosi un inquinamento. La cessazione dell'utilizzo dell'amianto ha fatto si che l'esposizione a questo inquinante si è spostata dall'ambiente di lavoro a quello di vita, a seguito di tale necessità sono state affinate sia le tecniche di prelievo che quelle di analisi e le relative sensibilità. A titolo di cronaca le forme minerali presenti in natura con abito fibroso sono numerosissime, tuttavia come anche riportato nell'art. 23 del D.Lgs. 277/91, i minerali convenzionalmente utilizzati nell'industria, a seguito della loro diffusione e conseguente reperibilità sul mercato, si limitano a sei: crisotilo, crocidolite, amosite, antofillite, actinolite, tremolite, sono tutti silicati idrati. La concentrazione delle fibre aerodisperse viene espressa in numero di fibre per unità di volume: ff/mL per gli ambienti di lavoro, ff/L per quelli di vita, in entrambe le situazioni si fa sempre riferimento alla definizione standard di fibra respirabile che prende in considerazione i paramentri quali la lunghezza (pari o superiore a 5 µm), il diametro (uguale od inferiore a 3 µm) ed il rapporto lunghezza-diametro o aspect-ratio (uguale o maggiore a 3:1). Frequentemente viene utilizzato il termine asbestiforme con il quale si intende qualsiasi fibra che rispetti i parametri di fibra respirabile anche se non appartiene agli asbesti citati: pertanto fanno capo a tale definizione anche minerali che presentano proprietà fisiche e morfometriche simili a quelle degli amianti e che probabilmente generano gli stessi effetti patogeni. L'identificazione e la tipizzazione delle fibre aerodisperse assume un'importanza fondamentale per lo studio dell'inquinamento presente non solo negli ambienti di lavoro, ma sopratutto, per quelli di vita. E' doveroso ricordare che il crisotilo, fibra largamente impiegata, fino a qualche anno addietro, in numerosi manufatti tra cui i materiali d'attrito, si decompone e modifica la propria struttura cristallina se subisce trattamenti termici a causa dell'innalzamento della temperatura (600-700°C), il fenomeno viene chiamato deidrossilazione, e da origine a FORSTERITE, minerale che pur mantenendo un aspetto fibroso risulta assai fragile ed è collocabile tra le olivine. |
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IL PROBLEMA AMIANTO |
| La messa al bando degli amianti con Legge n.257/92 ha spostato l'esposizione dell'uomo a tali fibre dall'ambiente di lavoro a quello di vita. Si ricorda che nell'ambiente di lavoro erano consentite, negli anni passati, concentrazioni di fibre di asbesto assai più elevate, fino a scendere con l'evento del D.Lgs. 277/91 a 0,6 ff/mL per il crisotilo ed a 0,2 ffmL per le altre varietà di amianti e loro miscele con crisotilo. Il problema biologico ed in particolare l'effetto oncogeno dell'amianto non risulta subordinato alla durata ed all'intensità dell'esposizione, pertanto l'effetto non dipende dalla dose alla quale si è stati esposti, ma dalla natura delle fibre inalate ed alle loro caratteristiche: questo rende necessario affrontare le problematiche nella giusta misura e non sottovalutare i possibili e/o potenziali rischi. La messa al bando dell'amianto ha ridotto notevolmente il numero dei lavoratori esposti, attualmente le operazioni interessate sono limitate ad interventi di bonifica ed allo smaltimento dei materiali che lo contengono, in questi casi gli operatori risultano esposti a concentrazioni elevate di fibra. E' doveroso tenere sotto controllo l'esposizione degli addetti attraverso determinazioni e monitoraggio delle fibre aerodisperse, facendo riferimento al buon uso delle tecniche di prevenzione ambientale ed al corretto utilizzo dei relativi mezzi di protezione individuale. E' opportuno ricordare che gli effetti patologici causati dai materiali fibrosi sono subordinati, non solo, al diametro che rende le fibre respirabili, ma anche alla loro biopersistenza, cioè alla permanenza inalterata di esse nei polmoni, i dati riportati in tabella 01 sono stati ricavati dalla letteratura esistente e l'attività carcinogena è riportata in fase decrescente dall'erionite al gesso. |
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TABELLA N.01 DIMENSIONI E BIOPERSISTENZA DI ALCUNE FIBRE IN RELAZIONE ALLA POTENZIALITA' CARCINOGENA |
| FIBRE | STRUTTURA | DIAMETRO (µm) | PERSISTENZA (anni) |
| Erionite | Cristallina | <0,5 | ++ |
| Crocidolite | Cristallina | 0,1-2 | ++ |
| Amosite | Cristallina | 0,1-2 | Dati non reperiti |
| Tremolite | Cristallina | 0,1-4 | ++ |
| Crisotilo | Cristallina | 0,02-1,5 | ++ |
| Fibre ceramiche | Amorfa | 1-10 | + |
| Fibre di vetro | Amorfa | 6-15 | - |
| Lana minerale | Amorfa | 1-25 | +/- |
| Fibre carburo di silicio | Cristallina | 10-20 | Dati non reperiti |
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Fibre di gesso |
Cristallina | 2 | - |
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AMIANTO NEI MATERIALI |
| Numerosi sono i manufatti che contengono l'amianto nelle diverse forme, utilizzati diffusamente negli anni addietro anche in edilizia; molte volte il loro impiego è risultato ingiustificato, pertanto sovente si incontrano tali prodotti durante gli interventi di manutenzione ordinaria e/o straordinariaed in fase di ristrutturazione degli edifici. Questa situazione rende ancor più difficoltoso, se non impossibile, elencare le zone e/o i manufatti che contengono l'amianto, di conseguenza la catalogazione risulta frequentemente inattendibile od incompleta, infatti nella quotidianità è facile incontrare materiali con asbesto utilizzati con modalità inproprie sia per comodità sia per costi. Nella tabella 02, ricavata da Health anda Safety Executive (1979), sono riportate alcune applicazioni degli amianti nelle diverse industrie, facendo riferimento ai tipi di asbesto che venivano impiegati ed alla relativa percentuale in peso; il loro impiego poteva avvenire come tal quale, come nel caso degli isolanti termico-acustici, sotto forma di manufatti od intermedi quali conglomerati cementizi, oppure associato a bitumi od a gomme. |
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TABELLA N.02 PRODOTTI E LORO CONTENUTO IN AMIANTO (DA HEALTH AND SAFETY EXECUTIVE - 1979) |
| PRODOTTI | % IN PESO | AMIANTI |
| Cemento/amianto per edilizia | 10-15 | C, A, Cr |
| Cemento/amianto per condutture | 12-15 | C, A, Cr |
| Prodotti isolanti, ignifughi | 25-40 | A,C |
| Prodotti isolanti, inclusi quelli a spruzzo | 12-100 |