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La raccolta differenziata: una necessità per tutti. Dott.ssa Barbara Girardi
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La
produzione
di rifiuti urbani cresce inesorabilmente: dai 420 kg prodotti in un anno
da ciascun abitante nel 1995 siamo passati, in Regione Piemonte, ai
quasi 500 kg pro-capite nel 2000. Questo significa che solo nella nostra
Regione ogni anno si presenta il problema dello smaltimento di oltre 2
milioni di tonnellate di rifiuti, con i conseguenti problemi ambientali
connessi.Da tempo l’Unione Europea, e solo più recentemente lo Stato
e le Regioni italiane, si sono mossi per introdurre un’organizzazione
del sistema di gestione dei rifiuti strutturata secondo canoni di
sostenibilità ambientale. Questo
vuol dire passare da una situazione di rifiuto del rifiuto,
nella quale il problema veniva ignorato dai cittadini e risolto in modo
molto semplicistico dalle amministrazioni stipando i rifiuti in un buco
(le
discariche), ad una situazione nella quale ai cittadini viene invece
chiesto di prendere coscienza del problema e di partecipare attivamente
alla sua gestione. Il territorio non offre più spazi e non è più in
grado di sopportare il peso di quantitativi enormi di rifiuti che così
come vengono generati vengono poi abbandonati, producendo nel corso del
loro processo degenerativo una serie di sostanze pericolose per
l’ambiente. Gli interventi che devono essere messi in atto sono
molteplici: a cominciare dallo sforzo per ridurre la produzione dei
rifiuti (pensiamo ad esempio alle quantità di imballaggi inutili e di
oggetti usa e getta che si potrebbero evitare), per
passare al potenziamento delle raccolte differenziate ed alla
costruzione di un sistema impiantistico complesso, il tutto finalizzato
a ridurre
enormemente la
quota e la pericolosità dei rifiuti da mandare in discarica. In una
società che ha raggiunto il consumismo più sfrenato dobbiamo invece
preoccuparci seriamente di recuperare tutto il recuperabile,
salvo rischiare di essere sommersi dai nostri stessi rifiuti.
E le
immagini giunte dalla Campania ci confermano che non si tratta di facili
allarmismi e che non c’è tempo da perdere per attivarsi in modo
serio. Fare le raccolte differenziate significa innanzitutto ridurre
il volume dei rifiuti che vanno in discarica, ma anche recuperare
materia che può essere riutilizzata: il vetro, la carta, il cartone, le
lattine di alluminio, la plastica, raccolti in modo separato, vengono
reimpiegati nei cicli produttivi con un risparmio di materia prima e di
energia. La materia organica, ovvero gli scarti di cucina, gli sfalci
verdi e tutto ciò che è putrescibile, che è poi la parte di rifiuto
che causa i maggiori problemi se non intercettata: cattivi odori,
produzione di liquame inquinato e di gas, viene trattata negli impianti
di compostaggio dai
quali esce come terriccio utilizzabile nella coltura dei terreni
agricoli. Anche i mobili e gli elettrodomestici vecchi vengono smontati
recuperando ferro e legno. Insomma nessuno oggi come oggi può permettersi
il lusso di buttare senza pensare!
E nemmeno
di nascondersi dietro alla solita giustificazione: tanto va a
finire tutto in discarica.
Non è così:
i meccanismi sono avviati da tempo e i conferimenti ai centri di
recupero sono documentati. Ci sono ormai numerosi esempi a livello
nazionale, soprattutto in Lombardia e in Veneto, che ci dimostrano la
reale possibilità di arrivare a livelli di raccolta differenziata molto
alti, pari al 50-60%.
La
Provincia di Torino,
che è oggi al 20%, si è data l’obiettivo di raggiungere il 50% nel
2003. Ma la raccolta differenziata da sola non basta, bisogna anche
costruire una serie di impianti – di compostaggio, di selezione, di
incenerimento – per trattare e ridurre il volume dei rifiuti.
E qui ci si
scontra con il problema della localizzazione:
nessuno
vuole avere gli impianti vicino a casa propria, nonostante le tecnologia
disponibili oggi offrano garanzie di alti livelli di sicurezza, le
troppe leggerezze commesse nel passato pesano
ancora,
rendendo la gente quantomai diffidente quando si parla di impianti per
rifiuti. E’ evidente che delle soluzioni devono essere trovate, e
anche in tempi brevi. Il problema riguarda tutti i cittadini: nessuno può
affermare di non produrre rifiuti. Ma altrettanto evidente è che si
deve trattare di soluzioni che impieghino le migliori tecnologie
disponibili e che vengano attuate modalità di controllo attente e
attendibili. Nel frattempo un primo indispensabile passo concreto,
subito attivabile, è quello rappresentato dall’impegno di tutti nelle
raccolte differenziate e nella riduzione della produzione dei rifiuti. |
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| per informazioni e chiarimenti : girardi@provincia.torino.it | |